ABBASTANZA SPAZIO PER LA PIU' TENERA DELLE ATTENZIONI (2016)

Abbastanza spazio per la più tenera delle attenzioni is a project produced and presented in la Biennale Danza of Venice 2016 made by Elisabetta Consonni, Cristina Pancini (artist), Adriano Cancellieri (urban sociologist), Andrea Montesi (architect).

 

[ita below]

 

The project was born contextually to the Biennale Danza 2016 as a College proposal, directed by Elisabetta Consonni in collaboration with Cristina Pancini (artist-diarist), Adriano Cancellieri (urban sociologist), Andrea Montesi (architect). Questioning a concept of belonging to space which is not only political-economic but rather intimate, based on sensoriality, on feeling rather than categorically possessing, is an answer to the broader question of how public a public space can be.

It investigated a mode of belonging that prefers not to settle in a space but wants to inhabit the flows and crossings and take care of those interstices that "present a nature that still needs to be understood and filled with meanings, rather than designed and filled with things" (Francesco Careri). Spaces that are not central but diffuse, empty among full, limited but sufficient to establish a relationship of awareness with them and with those who inhabit them.

Abbastanza spazio per la più tenera delle attenzioni ("Enough space for the tenderest care") was at the same time a workshop, an itinerant performance built together with the participants, an installation in the context of the Biennale Danza 2016. The choreographic, sociological, architectural and artistic components cooperated in structuring a living experience across the city. The process involved professionals and non-professionals, from the fields of dance, contemporary art, sociology, architecture, as well as professional walkers, walkers on water, on hot coals, Caronti, spirits beyond the walls, Japanese tourists and people passing by.

More on: https://ergonomicaproject.wordpress.com/2016/07/23/abbastanza-spazio-per-la-piu-tenera-delle-attenzioni/

 

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Il progetto nasce contestualmente alla Biennale Danza 2016 come proposta per il College, ed è stato diretto da Elisabetta Consonni in collaborazione con Cristina Pancini (artista-diarista), Adriano Cancellieri (sociologo urbano), Andrea Montesi (architetto). Interrogarsi su un concetto di appartenenza allo spazio che non sia solo politico-economico ma piuttosto intimo, basato sulla sensorialità, sul sentire piuttosto che sul possedere categoricamente, è una risposta alla più ampia domanda su quanto possa essere pubblico uno spazio pubblico.

Si è voluta indagare una modalità di appartenenza che preferisce non insediarsi in uno spazio ma vuole abitare i flussi e gli attraversamenti e prendersi cura di quegli interstizi che "presentano una natura che ha ancora bisogno di essere compresa e riempita di significati, piuttosto che progettata e riempita di cose" (Francesco Careri). Spazi non centrali ma diffusi, vuoti tra i pieni, limitati ma sufficienti a stabilire un rapporto di consapevolezza con essi e con chi li abita.

Abbastanza spazio per la più tenera delle attenzioni è stato allo stesso tempo un laboratorio, una performance itinerante costruita insieme ai partecipanti, un'installazione nel contesto della Biennale Danza 2016. Le componenti coreografiche, sociologiche, architettoniche e artistiche hanno cooperato nella strutturazione di un'esperienza di vita attraverso la città. Il processo ha coinvolto professionisti e non, dai campi della danza, dell'arte contemporanea, della sociologia, dell'architettura, così come camminatori professionisti, camminatori sull'acqua, sui carboni ardenti, Caronti, spiriti oltre le mura, turisti giapponesi e persone di passaggio.

Approfondimenti su: https://ergonomicaproject.wordpress.com/2016/07/23/abbastanza-spazio-per-la-piu-tenera-delle-attenzioni/